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quando il search engine optimization incontra la user experience

il momento del restyling di un sito è una fase molto importante, va affrontata con la dovuta attenzione, spesso si sottovaluta il punto di vista SEO. l’agile ci ha insegnato i rilasci incrementali, anche se in molti casi per riuscire ad andare online rispettando le tempistiche, si devono fare delle scelte: talvolta ci si trova davanti alla situazione di dover posticipare alcune attività e gestire la pubblicazione di un sito web in diverse release intermedie. ci dobbiamo assicurare che le strategie SEO siano modularmente implementate ad ogni rilascio e che quindi queste non siano ridotte, evitando la perdita di posizionamenti e traffico ottenuti nel tempo, utilizzando l’occasione del restyling per ottenere una forte spinta propulsiva di traffico.

quando si mette on line la nuova versione di un sito, infatti, google “drizza” le orecchie e avvia una procedura di deep crawling, ovvero ricerca in modo approfondito tutti i nuovi contenuti e le nuove pagine iniziando una rivalutazione del valore del sito (eventualmente modificandone i posizionamenti). durante il deep crawling, il sito viene scansionato in modo intenso e profondo, più di quanto googlebot faccia durante la “normale vita” del sito: quindi se vengono inserite delle migliorie al sito contestualmente alla messa on line del sito i tempi di assorbimento e miglioramento del posizionamento sono più brevi ed efficaci rispetto ad un’ottimizzazione a posteriori.  continua…

cosa abbiamo imparato dal search engine marketing

spesso un’informazione può essere condizionata dall’affermazione che la precede: l’impressione e il giudizio sulla personalità e il carattere di un’altra persona possono essere fortemente condizionati dall’ordine nel quale vengono proposte le definizioni della stessa. questo concetto riportato ai siti web ci fa capire come il modello della landing page può essere vincente (se ottimizzata bene) riuscendo a condensare in modo chiaro e preciso una forza persuasiva, facendo leva su meccanismi motivazionali che portano ad una percezione positiva e alla sensazione della bontà della proposta. l’effetto “buona la prima” condiziona molto il giudizio su una persona o su una cosa utilizzarlo a piano può cambiare le sorti di un business, possiamo utilizzare il metodo della prima impressione sia per la grafica sia per la composizione dei testi, perché in termini generali spesso la prima impressione è quella che conta.

ogni mezzo di comunicazione o advertising online deve trovare la giusta collocazione (oltre che metrica) nell’impatto con l’utente. oggi giorno occorre avere una visione olistica della comunicazione online e tenerne conto durante la valutazione dei rendimenti e ritorni delle azioni di advertising online. in questo ci aiuterà a disporre di un sistema di web analytics avanzato capace di evidenziare le relazioni numeriche tra diverse campagne di comunicazione e di evidenziare non solo grazie a quale campagne i clienti comprano, ma anche grazie a quali campagne i clienti hanno cominciato a pensare di voler comprare il prodotto.

per mantenere il sito internet in una posizione ottimale nei motori di ricerca occorre riconoscere una strada o un metodo, per giungere alla soluzione di un problema o al raggiungimento di un obiettivo in modo rapido ed efficiente basato sulla conoscenza di un determinato argomento. se un utente, digita una stringa nel motore il crawler visiterà una serie di siti e li giudicherà in base alle keywords, alla loro posizione, e alla loro densità, quindi in base a dei criteri guida. quindi, vediamo che il crawler ha ragionato in termini euristici individuando al meglio come giudicare un sito ad ogni fase del suo processo di scansione, utilizzando il tema e la prossimità delle keywords usate in una pagina web.  capire il motivo per cui un sito ha un trustrank alto aiuterà a capire come è importante la scelta e la posizione delle keywords nella determinazione del posizionamento organico.  continua…

le eterne domande riguardo i motori di ricerca

“good SEOs build websites for humans. bad SEOs build websites for spiders” by dan leveille

questa frase è più complessa di quello che sembra, ci sono ancora più scuole di pensiero a riguardo, alcuni sostengono che se è giusto per gli utenti, i motori di ricerca vi ricompenseranno con posizioni in classifica superiori. e chi sostiene che le attiche SEO che si concentrano sui motori piuttosto che agli utenti, sono manipolative (black/gray hat) e finiranno per essere penalizzati.

facciamo un po’ di chiarezza, a mio parere, queste tipologie di affermazioni sono un po’ fuorvianti. il SEO inizia con l’utente (ovviamente), ma non può ignorare l’importanza incredibile dei motori di ricerca e delle specifiche tattiche. il valore delle tattiche di ogni set aumenta/diminuisce nel corso del tempo il SEO è un compito che richiede grande attenzione alle esigenze degli utilizzatori e dei motori, non si può essere un SEO efficace senza di questo.  continua…

il budget di una campagna di web marketing

seo-process

lo stato dell’economia oggi, in particolare nel mondo del marketing, lascia poco spazio per la programmazione inefficace, con un po’ di pianificazione avanzata, è possibile allineare la strategia SEO con la linea di fondo della vostra azienda. allora, qual è la formula magica per il successo? fissare obiettivi realistici.

cosa vuol dire che non siamo su una pagina di google? sappiamo tutti che il SEO non è semplice. una miriade di elementi incidono sulla situazione con i motori di ricerca, e spostarsi verso quelle liste top richiede tempo e impegno. sebbene il SEO è un efficace investimento a lungo termine, i suoi risultati non sono istantanei, come quelli della PPC.

gli accessi, la competitività delle parole chiave e la link popularity – solo per citarne alcuni – occorre misurare le cosa giusta. il traffico dei motori di ricerca la migliore misura del successo per il programma SEO? il primo elemento  di successo da misurare in ogni campagna di SEO è il tempo. ora che avete stabilito le chiamate d’azione e avete individuato tutti i punti di conversione lungo il percorso, impostando un punto di riferimento per misurare i progressi nel corso del tempo non potrebbe essere più importante.  continua…

la strategia dei contenuti: il futuro del marketing

riflettendo su alcuni trends e scenari della rete sociale, leggo che internet è entrato nella sua era dell’illuminismo, un’era nella quale tutti sono o possono essere creatori di contenuti, parla della fine del “destination web”, ovvero di un web dominato da siti internet di riferimento e dal modello delle pageviews: i contenuti presenti sul web sono infatti diventati pressoché infiniti, dice steve rubel e questo produce inevitabilmente un’enorme frammentazione dell’attenzione che gli internauti dedicano loro. sebbene alcuni portali e motori di ricerca siano ancora padroni della scena (google, yahoo! e microsoft) l’americano medio a marzo 2009 ha visitato 111 domini e 2.500 pagine web, spendendo su ciascuna di esse mediamente 56 secondi (secondo i dati forniti da nielsen online): non c’è più quindi su internet uno user engagement duraturo a livello di intero sito web, ma soltanto uno user engagement specifico, altamente selettivo, del tutto parziale o temporaneo, nonché a livello di singolo contenuto.  continua…



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