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e-xtrategy Una storia lunga 10 anni



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quando il search engine optimization incontra la user experience

il momento del restyling di un sito è una fase molto importante, va affrontata con la dovuta attenzione, spesso si sottovaluta il punto di vista SEO. l’agile ci ha insegnato i rilasci incrementali, anche se in molti casi per riuscire ad andare online rispettando le tempistiche, si devono fare delle scelte: talvolta ci si trova davanti alla situazione di dover posticipare alcune attività e gestire la pubblicazione di un sito web in diverse release intermedie. ci dobbiamo assicurare che le strategie SEO siano modularmente implementate ad ogni rilascio e che quindi queste non siano ridotte, evitando la perdita di posizionamenti e traffico ottenuti nel tempo, utilizzando l’occasione del restyling per ottenere una forte spinta propulsiva di traffico.

quando si mette on line la nuova versione di un sito, infatti, google “drizza” le orecchie e avvia una procedura di deep crawling, ovvero ricerca in modo approfondito tutti i nuovi contenuti e le nuove pagine iniziando una rivalutazione del valore del sito (eventualmente modificandone i posizionamenti). durante il deep crawling, il sito viene scansionato in modo intenso e profondo, più di quanto googlebot faccia durante la “normale vita” del sito: quindi se vengono inserite delle migliorie al sito contestualmente alla messa on line del sito i tempi di assorbimento e miglioramento del posizionamento sono più brevi ed efficaci rispetto ad un’ottimizzazione a posteriori.  (continua…)

l’ascesa del social commerce

come sappiamo i media sociali sono in grado di creare delle esperienze sia prima che dopo la fase di acquisto, tuttavia la fase di acquisizione di informazioni e la fase di acquisto avvengono in luoghi diversi e in momenti diversi. un brand può essere in grado di creare un processo virtuoso per favorire l’acquisto, ma difficilmente può controllare l’intera fase di acquisto. fino ad oggi anche gli e-commerce pur facendo parte del web hanno avuto lo stesso problema: quante volte vi siete documentati su altri blog o forum per ottenere informazioni su un prodotto o sullo stesso negozio online?

il concetto di social commerce non è basato solo sull’utilizzo dei media sociali da parte di un retailer, ma quanto la possibilità di ripensare l’architettura del processo di acquisto all’interno dell’e-commerce attraverso degli strumenti sociali. possiamo decidere di far interagire le persone P2P con diversi gradi di libertà e soprattutto abbiamo la possibilità di aggiungere valore all’acquisto integrando contenuti, tattiche e CRM: integrare i social media ad un e-commerce non significa solamente trasferirlo su facebook, ma trovare il modo di connettere prodotto-consumatore e consumatore-consumatore.  (continua…)

anatomia della fiducia nei social media

“if social media tools are going to make a meaningful commitment to the way our world is run you have to remember to build trust, to build institutions and to build strong ties” – malcolm gladwell

riguardo al grande tema della fiducia un buon punto di partenza potrebbe essere iniziare a domandarsi se i mezzi di comunicazione sociale rendono la fiducia più o meno forte. la fiducia negli altri è stabilita sulla base di promesse mantenute, esplicitamente o implicitamente, riteniamo che una determinata persona sia affidabile o meno, sulla base delle nostre esperienze personali. non ci fidiamo di chiunque incontriamo naturalmente, ma un piccolo numero di quelle persone di cui ci fidiamo forse diventeranno amici, soprattutto se la fiducia  è ricambiata.

tutti abbiamo rapporti quotidiani con i brand, oggi il concetto di marca è molto esteso, ma abbiamo capito ciò che significa la reputazione di una organizzazione (dalla coca cola al fruttivendolo sotto casa) o di una persona (da barak obama al postino della nostro quartiere): abbiamo scelto di utilizzare un numero selezionato di marchi di cui ci fidiamo perché mantengono le loro promesse, da qui nasce l’entusiasmo nel promuovere attivamente il brand che ci piace davvero, diventando fan: questi feedback positivi scatenano il passaparola non solo verso i nostri amici più stretti ma anche verso tutti i nostri contatti che abbiamo nei nostri social network.  (continua…)

e20forum: intervista a mark tamis

come accennato nel precedente post, approfondendo alcuni temi che gli speaker proporranno al forum e rivolgendogli delle domande sui temi che affronteranno durante i loro talk, ho avuto l’opportunità di intervistare mark tamis e riflettere a tutto tondo sul grande tema dell’engament, ecco il botta e risposta:

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Q: today, more and more marketers are seeking to engage with prospects and customers. ultimately, marketers are looking toward egagement with the belief that it will lead to specific customer emotions and behaviors – measurable results like preference and sales – resulting in the recent uptake in the quest to find an engagement metric. but what is engagement? what does it really mean in marketing?

A: the social customer now has more means at their disposal than ever before to find and exchange with like-minded people – kind of like a village but now on a global scale. they will discuss your company and form their own opinions which they can then propagate if they choose through their social networks. this is regardless of the messages the company would like to position, and especially if it these are deemed to be incongruent with the actions of the company.  (continua…)

social crm: quando il crm diventa social

paul greenberg lo definisce così:

“il social CRM è un approccio ed una strategia di business, pensata per ingaggiare il cliente in una conversazione collaborativa al fine di generare un reciproco vantaggio all’interno di un ambiente di business trasparente e basato sulla fiducia”

in concreto le potenziali declinazioni sono molteplici:
- un customer care dal basso in cui i clienti si danno aiuto l’un l’altro, spesso con un ridotto intervento da parte dell’azienda.
- spazi di innovazione di massa in cui i consumatori suggeriscono, raffinano e votano possibili miglioramenti al prodotto
- gruppi di affinità in cui scambiare la passione e creare relazioni focalizzate su tematiche specifiche legate al brand

il social CRM punta tutto proprio sull’engagement, sul coinvolgimento, sulla capacità di ascolto e su una partecipazione libera che non compete più ad un singolo dipartimento, ma che espone l’intera azienda in una conversazione viva e continuamente mutevole.  (continua…)



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