venerdì scorso si è tenuto a firenze l’uxcamp 2011. evento interessante che tocca i temi dell’esperienza utente da vari punti di vista e diverse professionalità. già lo scorso anno sono stato presente a questo evento tornando con degli ottimi spunti di riflessione.
quest’anno ho voluto partecipare attivamente presentando un intervento sulle linee guida per i siti web delle pubbliche amministrazioni con l’obiettivo di lasciare uno spunto sul loro rilascio, sull’accessibilità e su un web migliore, di qualità, che consegni valore all’utente finale.
sono rimasto soddisfatto dalla reazione dei presenti e dal complementare intervento di nicola bonora sull’accessibilità che sembrava quasi testimoniare un accordo premeditato e che invece mi ha sottolineato l’attualità di questo tema nel web di oggi. molto interessanti anche gli altri interventi tra cui mi spicca quello di nicolò volpato sull’ux design. continua…
segnaliamo l’imminente barcamp dedicato all’esperienza d’uso dell’utente web che si terrà venerdi 18 novembre a firenze presso la sala conferenze di dada.
come in ogni “non-conferenza” la partecipazione attiva di tutti è importante, per ottenere una crescita grazie alla collaborazione, non esistono quindi semplici spettatori ma tutti sono invitati a dare la propria opinione.
anche quest’anno saremo presenti all’uxcamp e dopo l’ottimo evento del 2010 abbiamo deciso di portare un contributo, preparando un intervento riguardo la nostra esperienza con i siti web della pubblica amministrazione. continua…
un po’ come profetizzato dalla strategia oceano blu, molte grandi aziende dopo aver combattuto per molti anni nell’oceano rosso a colpi di pubblicità sempre più persuasive, oggi cercano un nuovo oceano blu.
il nostro compito è stato quello di far capire a grandi aziende come parmalat spa, stock spa, unipol spa, nathura spa cosa sta succedendo nel social web del 2011 e che il successo non dipende dalla concorrenza spietata né da costosi budget di marketing e R&S, ma da mosse strategiche brillanti orientate all’apertura con le persone che conversano nei social network. continua…
in questo post vi racconteremo la nostra esperienza alla prima conferenza italiana su node.js, il nuovo e discusso framework javascript che permette di realizzare applicazioni lato server.
il keynote è stato aperto da gabriele lana che per i primi minuti si è liberato dei panni da sviluppatore per indossare quelli di un’improvvisato etologo. con dovizia di particolari degna del miglior piero angela ha raccontato alla platea un’interessante curiosità sui bombi. se siete arrivati a questo punto vi starete chiedendo cosa c’entra il bombo con una conferenza sullo sviluppo di server ad alte prestazioni in javascript. per la sua conformazione fisica il bombo non dovrebbe essere in grado di volare… ma lui non lo sa e continua a farlo. allo stesso modo, un framework che sfrutta un linguaggio di programmazione nato per vivere all’interno del browser (javascript) che gira su una virtual machine sviluppata anch’essa per un browser (google chrome), senza supporto al multithreading dovrebbe essere lo strumento peggiore del mondo per scrivere server ad alte prestazioni… ma lui non lo sa e continua a funzionare. i motivi tecnici in realtà sono tutt’altro che misteriosi, e sono dovuti principalmente alla natura asincrona del framework che è il principio cardine di tutta la sua architettura, a partire dalla libreria fondantelibev fino ad arrivare al linguaggio javascript che tutti conosciamo. la natura asincrona dell’architettura minimizza i tempi di attesa della CPU nelle applicazioni server che per loro natura sono fortemente I/O Bound. mettendo da parte le questioni squisitamente tecniche, il messaggio forte che gabriele ha voluto trasmettere, è il seguente: “la teoria, ha un ruolo fondamentale. spesso illumina la strada migliore per la risoluzione di problemi pratici, altre volte serve per dare una spiegazione a qualcosa che nella pratica già succede. Bisogna sempre tenere a mente tutte e due le facce della medaglia.”
dopo l’apertura di gabriele lana, si sono susseguiti altri tre talk nell’arco della mattinata. continua…
era la mia prima volta a vedrò, il think tank organizzato dallo staff di enrico letta, ormai giunto alla settima edizione. vedroidi, li (ci) chiamano.
a drò, a fine agosto, c’erano 700 persone tra giovanissimi delle scuole superiori, universitari, imprenditori di lungo corso, politici. tutti con lo stesso fine: fare network e mettere sul tavolo idee, proposte per far crescere questa italia che tanto bisogno ha di innovazione e di punti di vista nuovi, diversi.
è vero, negli ultimi mesi tante parole si fanno intorno all’innovazione, tanti cercano ricette che (da sole) dovrebbero cambiare il mondo. ma parlare di ricette non basta: le idee vanno poi messe a punto, vanno fatte diventare azioni. continua…