dagli editor visuali agli ambienti integrati di sviluppo
prendendo spunto dall’articolo “i’m sorry but dreamweaver is dying” di tom arah approfitto per fare una piccola riflessione sui software per la “creazione” di siti web. per chi realizza siti web il software per modificare le pagine XHTML/CSS o gli script PHP è un indispensabile compagno di viaggio che sia il più evoluto ambiente di sviluppo visuale o il più semplice degli editor di testo, nessuno di noi ne può fare a meno.
negli ultimi 10 anni in nostro modo di sviluppare siti web è cambiato, si è evoluto costantemente e di pari passo abbiamo dovuto trovare ogni volta l’editor più adatto e funzionale. l’esperienza ci ha insegnato che un buon editor aumenta la qualità e riduce i tempi di sviluppo, mentre un cattivo editor è in grado di creare non pochi problemi e soprattutto di fare sprecare tante energie.
nel nostro caso in principio fu il notepad con cui realizzavamo le prime e semplici pagine HTML. presto però siamo caduti nella rete degli editor visuali (WYSIWYG) e front page con la sua “apparente” semplicità ci affascinò. non passò molto tempo che i nodi vennero al pettine e l’arroganza di front page nel voler modificare il codice HTML a suo piacimento ci fece ricredere. chi lo ha usato alla fine degli anni ’90 non può non ricordare pagine HTML con codici come:
<font size=”2″ color=”#FF0000″></font><font size=”3″
color=”#FF0000″>Questo <font size=”3″ color=”#FF0000″>È un
semplice</font></font><font size=”3″ color=”#FF0000″> testo <font
size=”3″ color=”#FF0000″> </font>rosso</font>
per non parlare poi dell’utilizzo di tag proprietari che rendevano i siti navigabili solo con internet explorer 4 o superiori mentre noi che amavamo navigare con netscape 4 dovevamo andare a ricorreggere le libertà che si prendeva front page per avere un minimo di compatibilità.
fu così che abbandonammo la strada degli editor visuali per tornare al semplice editor di testo. questa volta però più evoluto, in grado di colorare il codice sorgente in modo da identificare subito i tag e far saltare all’occhio eventuali errori di sintassi. la scelta fu per ultraedit che rimase il nostro editor per parecchio tempo, anche perchè in quel periodo iniziavamo a realizzare i primi siti “dinamici” e ultraedit era molto utile per la scrittura di codice ASP o PHP.
l’utilizzo del PHP all’interno del codice diventava sempre più importante, e in poco tempo da pagine “HTML che contenevano codice PHP” siamo arrivati al “codice PHP che crea completamente l’HTML” siamo andati quindi alla ricerca di un editor che “semplificasse” lo sviluppo del codice PHP (che diventava sempre più complesso) che non si limitasse a colorare il codice ma che si spingesse fino a suggerire la sintassi e segnalare eventuali errori: abbiamo scelto phpedit.
dopo qualche anno l’ulteriore drastica evoluzione. il codice HTML si era arricchito dei fogli di stile (CSS) mentre tramite il linguaggio PHP iniziavamo a creare veri e proprio software utilizzando la tecnica della programmazione ad oggetti (OOP) phpedit ci stava stretto. era chiaro a questo punto che le strade dovevano dividersi non era più possibile utilizzare un unico editor per fare tutto. per programmare ad oggetti in PHP senza perdersi tra classi, metodi e proprietà era necessaria l’introduzione di un ambiente di sviluppo più complesso (IDE) e chi meglio di zend con lo zend studio poteva metterci a disposizione l’IDE giusto.
zend studio 5.5 era un ambiente di sviluppo completo e funzionale che faceva egregiamente il suo lavoro. la sua evoluzione ed integrazione in eclipse invece risulta troppo pesante e macchinosa le funzionalità aggiunte non giustificano a mio parere l’enorme richiesta di risorse necessaria. soprattutto se devo utilizzarlo contemporaneamente ad altri IDE per scrivere altri in altri linguaggi. se poi devo fare una modifica al volo non posso perdere tempo ad aspettare ed allora la scelta cade su editor di testo come gedit. L’IDE che vorrei è il vecchio zend studio 5.5 con l’integrazione con i più diffusi framework php e un supporto avanzato alla scrittura di codice javascript.
il problema non è solo nostro e in rete si trovano diversi articoli che confrontano i vari ide per lo sviluppo in php in modo da poter meglio scegliere quello più adatto ad ogni situazione.
per lo sviluppo di interfacce web abbiamo iniziato a seguire gli standard web, è arrivato l’uso massiccio dei CSS, una pignoleria sulla validità del codice HTML, XHTML i layout table less. questo ha reso immediatamente gli editor visuali (front page, dreamweaver) inutile. il loro scarso supporto per i CSS e oltretutto un’impostazione non coerente a come si scrive ora una pagina web li ha messi in disuso. siamo passati quindi a pspad che nella sua semplicità ci offriva tutto quello di cui avevamo bisogno e cioè del codice ben evidenziato per facilitare la lettura.
passando gli anni pspad è migliorato inserendo strumenti molto utili come il generatore di testo, il controllo HTML, il supporto a molte altre estensioni, la clipboard per gli appunti e altre piccole cose che aiutano nel lavoro quotidiano. purtroppo però certe altre funzioni più massicce mancano a questo essenziale ed efficace editor. per esempio la gestione dei progetti è al quanto macchinosa e poco fluida. manca l’interpretazione del codice asp, non ci sono molte opzioni per raggruppare visibilmente nodi di codice. questi sono i motivi per cui per cui sono passato con un po’ di rammarico e temporaneamente a dreamweaver ora giunto alla versione CS4 utilizzato come “semplice” editor di testo.
arriviamo finalmente ad oggi, al tempo del web 2.0 il modo di scrivere siti web è ulteriormente cambiato. oggi più che siti web ci troviamo a sviluppare vere e proprie applicazioni web, dove la parte di sviluppo PHP o ASP.NET è sempre più corposa e complessa. inoltre la nascita di framework potenti e sofisticati hanno reso la scrittura del codice molto diversa da come era pochi anni prima.
anche per quanto riguarda la creazione delle interfacce web il linguaggi si sono evoluti il javascript ed i CSS vengono utilizzati in modo avanzato per creare cose che fino a pochi anni fa erano impensabili. ed anche in questo caso i framework la fanno da padrone. trovare il giusto IDE diventa sempre più difficile!
la mia conclusione è che l’editor va giudicato su due fronti:
1) fase di editing
2) strumenti opzionali
pspad è fenomenale per il primo punto, secondo me di gran lunga superiore a dreamweaver. quest’ultimo però ha molte funzioni in più come un’ottima gestione delle cartelle/file del progetto, supporto FTP per ogni singolo progetto, validazione codice istantanea, possibilità di costruirsi template da cui partire, design notes che memorizza in alcuni log tutte le vecchie versioni di immagini e file modificati con gli altri programmi della suite adobe e il supporto a praticamente tutti i linguaggi script.
nonostante tutto non sono soddisfatto di dreamweaver. perchè?
non mi da quell’ambiente che vorrei avere. innanzi tutto vorrei un editor leggero e veloce. dreamweaver con 2Gb di RAM e un processore core duo è abbastanza lento e avido di risorse. mi sembra di avere sotto mano un’applicazione enorme che poi sfrutto al 30%. sarebbe molto meglio implementare quelle poche funzioni in più in un editor sobrio come pspad. in pratica tutta la funzione editing di pspad con in più:
- gestione dei progetti stile dreamweaver
- possibilità di crearsi template, in modo molto diverso da come fa dreamweaver. vorrei crearmi dei doctype, frameowrk CSS, template XHTML
- supporto con gli strumenti W3C
- possibilità di avere estensioni (sullo stile di firefox in cui si scarica l’estensione che serve, magari il supporto ad una estensione, o la validazione secondo la legge stanca)
ora sono curioso, qual è stata l’evoluzione dei vostri editor?
lorenzo














24 marzo 2009 alle 11:48
kOoLiNuS scrive:
codice non ne scrivo … però mi hai fatto ripercorrere 10 anni di coding da parte di amici e colleghi …
24 marzo 2009 alle 13:00
Alfredo scrive:
Tranne che per la parte in PHP, noto con piacere un’aderenza presocche’ totale nei nostri percorsi evolutivi riguardo agli editor usati… E pensare che non ne abbiamo mai neanche parlato!
Noto solo una piccola mancanza nell’analisi fatta: il supporto a strumenti di versioning (CSV, SVC, GIT o altri), necessari a mio avviso sia quando si lavora a piu’ mani sullo stesso progetto, sia quando si lavora da soli e non ci si vuole incasinare troppo la vita facendo copie di backup a destra e a manca prima di qualche sostanziale modifica.
Certo, puo’ tutto essere fatto in maniera trasparente rispetto all’IDE usato, ma l’integrazione e’ sempre una comodita’ a cui, una volta abituati, difficilmente si riesce a rinunciare.
Inoltre non sottovaluterei neanche l’aspetto della code-completion e capacita’ di refactoring avanzate, in gradi di accelerare veramente i tempi di scrittura del codice (oltre che a farti capire “ad orecchio” quando qualcuno sta programmando o sta commentando su di un blog
)
Personalmente, e per imprescindibili esigenze di lavoro, sto utilizzando Visual Studio, e mi ci trovo proprio bene. Considerando che ne esiste anche una versione gratuita, l’Express, che si vocifera che dalla versione 2010 sara’ gestito anche il PHP, che supporta tutto quello di cui senti il bisogno e quello che ho aggiunto io, beh, posso ritenermi soddisfatto per la terza volta nella mia vita di un prodotto microsoft.
24 marzo 2009 alle 19:04
Lorenzo Massacci scrive:
Alfredo hai prefettamente ragione per quanto riguarda i strumenti di versioning, il refactoring e il code-completion che al giorno d’oggi devono essere considerati caretteristiche di base di un IDE che si voglia dire completo.
Zend Studio For Eclipse implementa tutte queste caratteristiche, ma il problema che ha (e che personalmente ritrovo anche su Visual Studio) è l’enorme utilizzo di risorse.
Per quanto riguarda Visual Studio concordo con te che è un prodotto ottimo e se è vero che l’Express supporterà PHP potrebbe essere la soluzione giusta … ma solo sotto Windows
22 marzo 2010 alle 10:02
il mac: ambiente di lavoro anche per lo sviluppatore | soluzioniweb | e-xtrategy scrive:
[...] la storia delle nostre scelte e le migliorie degli strumenti fino a specificare le nostre preferenze. dodici mesi non sono pochi, specialmente nel web e rieccoci a parlare di ambiente di lavoro, [...]