lo scorso 5 novembre sono stato allo uxcamp 2010, era il primo per me e ad essere sincero non penso me li farò scappare gli altri; sono rimasto positivamente colpito dalla qualità dei talk e da quanto il tutto sia molto web oriented a differenza degli iasummit dove la spazialità di ambiente è molto più vasta.
massiccia la presenza di sviluppatori che hanno mantenuto l’ambiente molto “barcamp” e poco formale, interessante il talk di nicola bonora sulle FORM in quanto sono un punto di interazione molto forte con l’utente, si prendeva in esame alcuni esempi negativi come trenitalia in cui i bottoni dalle diverse azioni avevano gli stessi pesi. il bottone CANCEL o RESET che andrebbe abolito o perlomeno dimezzato del peso grafico rispetto al bottone che permette di continuare lo step o effettuare una conversione. si lodava invece le attenzioni poste da amazon su come la navigazione era centralizzata a quello che aveva scelto l’utente e non su tutto l’universo del sito, i bottoni nelle fasi delicate sono molto confortanti recando la scritta “https security” o “login sicuro”. alcune considerazioni sulle form fluide: va bene sui layout fluidi ma form troppo estese sono difficili da gestire da parte dell’utente.
interessante anche il talk di fabio fabbrucci sulle tecniche CSS per favorire il riuso. lui usa SASS ed esordisce con “io lavoro in waterfall”: modalità di lavoro a parte la tecnica che usa per diminuire i danni di un “cambio idea” a progetto in corso potrebbe essere utile a tutti. nello scrivere il CSS si appoggia a SASS che permette di inserire delle variabili e una piccola programmabilità nel CSS; uno dei lati negativi è che la scrittura dello stile viene pilotata da SASS e toglie un po’ di versatilità allo sviluppatore.
a seguire un tema blasonatissimo specialmente anni fa di domenico polimeno: “accessibilità usabile o usabilità accessibile?” un unica conclusione che ribadisce quanto già sappiamo: un sito accessibile potrebbe essere non usabile, un sito usabile potrebbe essere accessibile. utile comunque a sensibilizzare gli sviluppatori in un tema sempre delicato. alla fine il buon senso è quello che regna…come diceva il buon roberto scano sin nel 2004 da quando abbiamo iniziato a frequentare i corsi e seminari di IWA. (continua…)
spesso un’informazione può essere condizionata dall’affermazione che la precede: l’impressione e il giudizio sulla personalità e il carattere di un’altra persona possono essere fortemente condizionati dall’ordine nel quale vengono proposte le definizioni della stessa. questo concetto riportato ai siti web ci fa capire come il modello della landing page può essere vincente (se ottimizzata bene) riuscendo a condensare in modo chiaro e preciso una forza persuasiva, facendo leva su meccanismi motivazionali che portano ad una percezione positiva e alla sensazione della bontà della proposta. l’effetto “buona la prima” condiziona molto il giudizio su una persona o su una cosa utilizzarlo a piano può cambiare le sorti di un business, possiamo utilizzare il metodo della prima impressione sia per la grafica sia per la composizione dei testi, perché in termini generali spesso la prima impressione è quella che conta.
ogni mezzo di comunicazione o advertising online deve trovare la giusta collocazione (oltre che metrica) nell’impatto con l’utente. oggi giorno occorre avere una visione olistica della comunicazione online e tenerne conto durante la valutazione dei rendimenti e ritorni delle azioni di advertising online. in questo ci aiuterà a disporre di un sistema di web analytics avanzato capace di evidenziare le relazioni numeriche tra diverse campagne di comunicazione e di evidenziare non solo grazie a quale campagne i clienti comprano, ma anche grazie a quali campagne i clienti hanno cominciato a pensare di voler comprare il prodotto.
per mantenere il sito internet in una posizione ottimale nei motori di ricerca occorre riconoscere una strada o un metodo, per giungere alla soluzione di un problema o al raggiungimento di un obiettivo in modo rapido ed efficiente basato sulla conoscenza di un determinato argomento. se un utente, digita una stringa nel motore il crawler visiterà una serie di siti e li giudicherà in base alle keywords, alla loro posizione, e alla loro densità, quindi in base a dei criteri guida. quindi, vediamo che il crawler ha ragionato in termini euristici individuando al meglio come giudicare un sito ad ogni fase del suo processo di scansione, utilizzando il tema e la prossimità delle keywords usate in una pagina web. capire il motivo per cui un sito ha un trustrank alto aiuterà a capire come è importante la scelta e la posizione delle keywords nella determinazione del posizionamento organico. (continua…)