la qualità dell’open source

(giovedì 25 giugno 2009 di lorenzo massacci)

da wikipedia:

in informatica, open source (termine inglese che significa sorgente aperto) indica un software i cui autori (più precisamente i detentori dei diritti) ne permettono, anzi ne favoriscono il libero studio e l’apporto di modifiche da parte di altri programmatori indipendenti. questo è realizzato mediante l’applicazione di apposite licenze d’uso.

il software libero è software pubblicato con una licenza che permette a chiunque di utilizzarlo e che ne incoraggia lo studio, le modifiche e la redistribuzione; per le sue caratteristiche, si contrappone al software proprietario ed è differente dalla concezione open source, incentrandosi sulla libertà dell’utente e non solo sull’apertura del codice sorgente.

dalla prima comparsa alla fine degli anni ‘80 i software open source ne hanno fatta di strada, ora non sono più riservati a pochi addetti ai lavori, anzi, al giorno d’oggi è difficile accendere un computer e non trovare all’interno qualche applicazione open source.

l’enorme diffusione degli ultimi anni non è da imputarsi solamente alla semplicità di condivisione (grazie ad internet) ed al costo spesso nullo dei programmi open source, ma anche alla qualità che negli ultimi anni questi software sono riusciti a raggiungere. non c’è niente di strano nel vedere questi software utilizzati in applicazioni mission critical. Continua


 

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