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continuous integration: quando la pratica va oltre gli strumenti

che cos’è la continuous integration ?

martin fowler nel suo articolo spiega:

continuous integration is a software development practice where members of a team integrate their work frequently, usually each person integrates at least daily – leading to multiple integrations per day. each integration is verified by an automated build (including test) to detect integration errors as quickly as possible. many teams find that this approach leads to significantly reduced integration problems and allows a team to develop cohesive software more rapidly.

da queste poche righe si apre la finestra verso un mondo: fowler non parla di strumenti o tecnologie, bensì di pratica.

il problema dell’integrazione non è banale: quando due o più sviluppatori lavorano contemporaneamente sullo stesso progetto non è raro che, al momento di mettere tutto insieme, si presentino problemi come conflitti o incompatibilità. troppo spesso si assiste allo scenario in cui la data di consegna al cliente è vicina  ed il software è più o meno pronto: << manca solo l’integrazione finale e gli ultimi fix >>, si direbbe, così facendo però solitamente ci si imbuca in un tunnel dentro il quale difficilmente si farà un bel viaggio, ma soprattutto sarà impossibile conoscerne a priori la lunghezza.  continua…

individuare intrusioni con tripwire

molti sysadmin avranno sicuramente avuto modo nella loro vita professionale di imbattersi nell’arduo (se non a volte impossibile) compito di rimettere in sesto dei sistemi danneggiati da intrusioni di utenti malintenzionati. in casi come questo, ci sono dei software chiamati host based IDS, che ci possono venire in aiuto, se non altro facilitandoci il lavoro, tenendo traccia di tutti i file modificati in un certo arco di tempo.

in questo articolo andremo ad illustrare i passi necessari per la configurazione di tripwire, uno dei più diffusi host based IDS. disponibile sia in versione open source che in versione commerciale, è un software che una volta installato e configurato ci informerà di tutte le modifiche che avvengono nel file system, rispetto ad uno stato iniziale considerato “sicuro” che verrà salvato in un database.

su un sistema operativo come ubuntu, possiamo installare il software con un semplice apt-get install tripwire

al termine dell’installazione verrà avviata automaticamente la configurazione iniziale del programma, durante la quale ci verrà chiesto di inserire la “site key” e la “local key”, con cui tripwire provvederà a creare in /etc/tripwire i file di configurazione con le policy di default, in particolare i file tw.cfg e tw.pol. è consigliato rendere questi file leggibili solo dall’utente root con il comando chmod 0600 /etc/tripwire/tw.cfg /etc/tripwire/tw.pol  continua…

il mac: ambiente di lavoro anche per lo sviluppatore

quasi un anno fa parlammo degli editor e degli ambienti di sviluppo ripercorrendo la storia delle nostre scelte e le migliorie degli strumenti fino a specificare le nostre preferenze. dodici mesi non sono pochi, specialmente nel web e rieccoci a parlare di ambiente di lavoro, questa volta con una certa sicurezza e soprattutto soddisfazione.

non solo una questione di editor, o di sistemi integrati per lo sviluppo ma un discorso di piattaforma, di sistema operativo e di applicazioni. già nel titolo del post spicca una parola mac,  inutile discutere le scelte ma di certo va ancora di moda associare questo sistema operativo solo ai lavori di “grafica”… parola che oltretutto da sola significa tutto e niente.

in questo articolo vorrei spiegare come ho creato il mio ambiente di lavoro ideale su questa piattaforma utilizzandone le potenzialità che apprezzo senza rinunciare alla personalizzazione e senza compromessi rispetto alle esigenze dell’infrastruttura aziendale. da front-end web developer necessito innanzi tutto di una suite di lavoro dalle caratteristiche web-creative che sia potente, efficace e soprattutto compatibile col gli standard utilizzati dai grafici e creativi. inutile dire che tra le migliori troviamo la adobe con la sua creative suite web premium: massima compatibilità con la piattaforma mac e possibilità di operare con la totalità dei file che provengono dagli studi grafico-creativi.  continua…

ispconfig: il pannello di controllo per hosting

uno dei compiti più complicati per un sysadmin è senza dubbio gestire un server di servizi hosting. è un lavoro che richiede molta esperienza e attenzione, in quanto errate configurazioni possono compromettere uno degli ambienti più delicati: il server di produzione. col tempo sono nati diversi software per semplificare questo lavoro, automatizzando molte procedure laboriose; ce ne sono alcuni proprietari e a pagamento (es: cpanel, plesk) e una vasta scelta tra quelli open source.

varie sessioni di ricerca e test ci hanno portato a considerare ispconfig uno dei migliori software open source in questione disponibili nel mercato. come riportato dal sito web ufficiale, ispconfig è un “pannello di controllo hosting open source, disponibile sotto licenza BSD. è attualmente disponibile in due versioni: ispconfig 2, ancora supportata e considerata più stabile e ispconfig 3, più recente e senza dubbio migliore nell’interfaccia, ma ancora non ha tutte le utilità di ispconfig 2 (vedi ad esempio l’assenza di add-ons ufficiali, che di certo non tarderanno ad essere sviluppati).  continua…

la realtà aumentata è davanti ai nostri occhi

guest post di alfredo morresisoftware engineer

pubblichiamo con piacere un articolo nato da una riflessione di alfredo che tratta di un argomento innovativo su cui ci stiamo confrontando in questo periodo.

sovrapporre uno o piu’ strati informativi alla realta’ davanti ai nostri occhi, mostrare dati provenienti dalla rete agganciati a cio’ che stiamo vedendo: a piu’ di 20 anni di distanza, la visione dei grandi autori del cyberpunk, come gibson in “luce virtuale”, incontra una tecnologia in grado di farla diventare concreta e alla portata di tutti. nascono cosi’ interessanti scenari di realta’ aumentata: un nuovo mondo da scoprire, sempre piu’ mobile, sempre piu’ con noi anche fuori da casa e dal lavoro.

i cyborg della serie terminator poteva vedere informazioni aggiuntive in sovraimpressione a quanto i loro occhi inquadravano: nome della persona, dati sui veicoli, strada da percorrere. seppur vecchio di 25 anni, questo e’ un primo esempio di cosa si puo’ fare con la realta’ aumentata. da una fiction holliwoodiana del 1984, passiamo ai giorni nostri, dove i telefonini piu’ avanzati hanno portato questa stessa possibilita’ alle masse. basta mettere a fuoco un monumento per conoscere il suo nome e una dettagliata descrizione, presa dalle pagine di wikipedia; trovarsi davanti ad un negozio ed accedere alle recensioni scritte dagli utenti, puntare una strada e sapere che, in fondo a destra, c’e’ una pizzeria, potendo anche navigare sul suo sito internet.  continua…



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