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pronto a buttar via il tuo codice? il nostro talk alla RuhrJS conference (Germania)

gli scorsi 2 e 3 Luglio si è svolta la prima edizione della RuhrJS, a Bochum in Germania. Bochum è situata nel mezzo della valle della Ruhr, che dopo la riqualificazione è passata da zona mineraria ad un distretto industriale pieno di aziende di servizi, tra cui ovviamente anche software house e web agency. questa nuova conferenza sul JavaScript nasce quindi con uno scopo ben preciso: far crescere il ruolo della regione per l’industria IT tedesca.

una conferenza piena di spunti di interessanti con argomenti molto variegati: dal Machine Learning in JavaScript fino ad un deep dive in MobX, nuova libreria per lo state management di applicazioni frontend. come per ogni conferenza JS che si rispetti non sono mancati i momenti squisitamente nerd, come il talk “Super MarioScript”: l’autore ha dimostrato come sia possibile scrivere giochi per il Nintendo 8-bit (mitica console di Super Mario Bros.), il tutto utilizzando JavaScript.

Le slides sono proiettate da un vero NES!

Le slides sono proiettate da un vero NES!

anche io ho dato il mio contributo alla conferenza con un talk intitolato “Sacrificial Architecture in modern web development“. il topic del talk è l’Architettura Sacrificale: architettura software che consente, se ben implementata, di poter eliminare qualsiasi pezzo di codice senza far smettere di funzionare l’intera applicazione. questo permette di rispondere velocemente ai cambiamenti che naturalmente avvengono durante lo sviluppo di un software complesso. chi vuole approfondire può sbirciare nella nostra scheda formazione, oppure leggere questo mio post su Medium sullo stesso argomento.

On Stage

On Stage

è stato il mio primo talk in inglese, ed ero abbastanza “out of the comfort zone”. ma ho avuto ottimi feedback e sicuramente ripeterò l’esperienza quanto prima.

in conclusione, una prima edizione con dei buoni numeri: 200 biglietti venduti e moltissimi speaker esteri. la promessa è stata quella di ripetere l’esperienza per il 2017, quindi all’anno prossimo RuhrJS!

Foto di gruppo

Foto di gruppo

PS: per chi se lo sta chiedendo: sì ho visto la partita Italia – Germania, in Germania. 🙂

la nostra due giorni alla ReactEurope

il 2 e il 3 Giugno a Parigi, si è svolta la seconda edizione della ReactEurope: conferenza internazionale che, come suggerisce il nome, è dedicata a React e il suo ormai ampio ecosistema. Facebook ha infatti rilasciato moltissime API a tutta la community sviluppatori rendendole completamente open source, diventando di fatto l’azienda che ad oggi sta partecipando in maniera maggiore per il miglioramento della community JavaScript a livello mondiale. tecnologie quali Redux e GraphQL stanno infatti rivoluzionando il modo in cui sviluppare applicazioni di alto livello.

Cheng Lou durante il suo talk

Cheng Lou durante il suo talk

grandissima affluenza e alcuni talk di ottimo livello: tra questi spiccano il keynote di Dan Abramov sullo stato attuale della community Redux, framework creato da lui stesso esattamente un anno fa, e il talk di Cheng Lou intitolato “On the Spectrum of Abstraction” il cui topic è stato come scegliere il giusto livello di astrazione da utilizzare nello sviluppo software.

un’ottima conferenza che dimostra quanto la community React sia florida e piena di idee: torniamo a casa con la voglia di approfondire e sperimentare con mano quanto detto durante questa due giorni.

unica nota negativa la poca presenza di italiani, o meglio la poca presenza di aziende italiane. abbiamo incontrato molti sviluppatori italiani ma la maggior parte di loro lavorano per azienda estere: dimostrazione della poca attenzione che l’industria IT italiana pone in generale all’importanza del networking e della community.

infine è stata anche una bella occasione per assaggiare alcuni piatti tipici francesi. e per chi pensa che la cucina francese non è all’altezza, vi lasciamo con la foto di una raclette davvero invitante 🙂 .

Raclette

l’utilizzo della voce nelle Webapp

la parola “Bot” è sicuramente una delle buzzword del mondo IT in questo periodo. complice di questa situazione è stato sicuramente l’annuncio di Facebook della piattaforma per la creazione di Bot su Messenger, il sistema di chat del famoso social network. un bot in pratica è un software con il quale simulate una conversazione in chat con il vostro linguaggio naturale, e in molti credono che sarà la prossima “next big thing” dello sviluppo software.

L'annuncio dei Bot for Messenger alla M8 di Facebook

l’annuncio dei Bot for Messenger alla M8 di Facebook

molto probabilmente questo approccio porterà a nuove sfide tecnologiche e di esperienza utente: una delle possibilità che si aprono è quella di utilizzare la voce come strumenti di input/output nelle nostre applicazioni. per quanto riguarda le web applications ad oggi è già possibile utilizzare due API chiamate Speech Recognition e Speech Synthesis, che permettono rispettivamente di trasformare la voce dell’utente in testo (speech-to-text) e un testo in voce (text-to-speech). per chi fosse interessato è possibile trovare un approfondimento tecnico sul mio blog.

ad oggi queste tecnologie non sono production ready in quanto supportate esclusivamente da Chrome.
grazie ad un progetto pilota per un nostro cliente abbiamo avuto modo di approfondire le API costruendo un sistema che – riconoscendo la voce dell’utente – ne popola una tabella di dati modificabili.
la sfida è stata avvincente, oltre che in ambito tecnologico, anche nello studio dell’interaction design, in quanto l’input vocale ha rivisto i consueti paradigmi di inserimento dati e di feedback.

qui una demo in cui potete vedere in opera il sistema di riconoscimento vocale.

come il front-end automation aiuta tutto il team: il nostro talk #iad15

anche quest’anno e-xtrategy partecipa numerosa al consueto appuntamento con l’italian agile day: lorenzo massacci insieme a jacopo romei ha organizzato il workshop “managers vs developers” (stay tuned per tutti i dettagli!) ed io un talk dedicato al front-end.
ho parlato dei vantaggi del front-end automation e di come un set di strumenti ben configurati aiuti a condividere le informazioni all’interno di un team.

un talk tecnico con lo scopo di condividere la nostra esperienza su quanto i principi della metodologia agile siano fondamentali anche in attività trasversali di tutto il team di sviluppo: la condivisione delle informazioni, il riuso, la consapevolezza, la condivisione del debito tecnico e le attività di refactoring quotidiano.

una condivisione delle best practices ha fatto da base ai tool presentati, tra cui spiccano gli automatismi per la generazione di assets vettoriali, in ottica di rispondere alle densità dei moderni device, e una living styleguide che cresce insieme al nostro progetto, con l’obiettivo di allineare tutte le figure professionali allo stato dell’arte e ai componenti già esistenti e testati.
tra i test tools non potevano mancare le validazioni automatiche sul codice in base alle raccomandazioni w3c e il test comparativo, unico vero test quando si parla di fedeltà e prevenzione dei bug lato interfaccia.

le best practices, i tool e i test tool mostrati rappresentano la base del nostro front-end automation che utilizziamo per ottenere un ambiente di progetto che supporti tre punti fondamentali: rispondere ai cambiamenti, supportare la dinamicità del team ed essere manutenibile.

di seguito le slide del talk.

Manage the Flux of your web application: let’s Redux

Sull’onda della React Night organizzata qualche tempo fa, ho tenuto un nuovo talk su React per il FEVR, user group di Verona specializzato in sviluppo front-end.

In particolare mi sono concentrato sul pattern Flux e sulla sua “evoluzione” Redux: entrambi permettono di avere applicazioni che crescono nel tempo in maniera sana, mantenendo una complessità costante al crescere del progetto stesso. Tutto questo avendo un debito tecnico veramente basso o, in alcuni casi, addirittura nullo.

Qui trovi slide e video del talk. In generale davvero una bella serata, durante la quale ho conosciuto uno user group molto interessante, con il quale non vedo l’ora di collaborare di nuovo, magari per un nuovo talk in primavera.
Per ora, grazie per i feedback!



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