Una storia lunga 10 anni



e-xtrategy

blog

anatomia della fiducia nei social media

“if social media tools are going to make a meaningful commitment to the way our world is run you have to remember to build trust, to build institutions and to build strong ties” – malcolm gladwell

riguardo al grande tema della fiducia un buon punto di partenza potrebbe essere iniziare a domandarsi se i mezzi di comunicazione sociale rendono la fiducia più o meno forte. la fiducia negli altri è stabilita sulla base di promesse mantenute, esplicitamente o implicitamente, riteniamo che una determinata persona sia affidabile o meno, sulla base delle nostre esperienze personali. non ci fidiamo di chiunque incontriamo naturalmente, ma un piccolo numero di quelle persone di cui ci fidiamo forse diventeranno amici, soprattutto se la fiducia  è ricambiata.

tutti abbiamo rapporti quotidiani con i brand, oggi il concetto di marca è molto esteso, ma abbiamo capito ciò che significa la reputazione di una organizzazione (dalla coca cola al fruttivendolo sotto casa) o di una persona (da barak obama al postino della nostro quartiere): abbiamo scelto di utilizzare un numero selezionato di marchi di cui ci fidiamo perché mantengono le loro promesse, da qui nasce l’entusiasmo nel promuovere attivamente il brand che ci piace davvero, diventando fan: questi feedback positivi scatenano il passaparola non solo verso i nostri amici più stretti ma anche verso tutti i nostri contatti che abbiamo nei nostri social network.

ogni volta che un cliente invia una domanda o risponde a una domanda in un social media crea valore per un’impresa, ogni volta che un influencer senza legami economici diretti ad un’organizzazione, parla di un prodotto a qualcuno sta creando valore per l’impresa. tuttavia, nella maggior parte dei casi questi piccoli pezzi di valore vengono persi nel tempo perché non possono essere catturati, centralizzati ed organizzati per il riutilizzo.

le comunità online sono parte del modo di affrontare l’aggregazione della conoscenza e della distribuzione in modo che il valore già creato può essere ampliato e condiviso con più persone. storicamente, questi piccoli pezzi di valore non sono stati formalmente riconosciuti dalle organizzazioni in quanto il costo del trovare, organizzare e distribuire questi piccoli frammenti di valore è molto superiore al valore dei bit dell’informazione stessa. internet, in particolare con l’aggiunta dei social network, ha cambiato drasticamente i costi di acquisizione/distribuzione, rendendo fruibile l’utilizzo dei dati grezzi e permettendo di  farli diventare informazioni strutturate.

troppo spesso si pensa che i social media possano essere rivolti solo al B2C, mentre invece non si fa caso a quanto possano essere  importranti per il B2B. il business-to-business come in ogni altro settore caratterizzato da attività online, è di fronte a un’ottima occasione non solo di coltivare le comunità nei social network o altri canali sociali, ma può anche amplificare la consapevolezza del brand e adattarsi alle dinamiche di mercato in real-time.

i clienti e quelli che li influenzano, indipendentemente dal settore, stanno migrando al web sociale repentinamente. forse uno degli aspetti più affascinanti dell’ascolto è la successiva interazione on-line mirata, la capacità di ripartizione del processo decisionale dei clienti e l’impatto sul comportamento degli influenzatori: è indubbio che se non siamo parte del processo decisionale, siamo quindi assenti dalla decisione. qualsiasi azienda o organizzazione, deve valutare e attuare strategie interattive per guadagnare pertinenza e si spera risonanza al fine di competere per il presente e per il futuro.

che cosa significa questo per le imprese in termini di strategia sociale?
in termini economici è utile segmentare i diversi pubblici di un’impresa e identificare quei segmenti pensando al rapporto tra consumo di valore e creazione di valore: quanto più questo rapporto è 1:1 tanto più la creazione di valore verrà utilizzata proficuamente. l’opportunità – e il ricorso – alle comunità online non è la panacea di tutti i mali, il vero nodo da sciogliere è nella costruzione di una leva economica tangibile per l’organizzazione, vantaggi nel processo di costruzione di ecosistema robusto: integrando la strada per cambiare il modo in cui l’organizzazione pensa alla sua catena del valore.

inoltre, non è da sottovalutare uno stretto rapporto che si crea tra l’agenzia ed il cliente, tutte le considerazioni fatte sopra valgono anche per e-xtrategy, mi fa piacere segnalare alcuni casi pratici di come la formazione on the job fatta grazie al progetto e la contemporanea individuazione di referenti “smart” interni all’azienda abbia favorito introduzione di approcci e competenze orientati al social web. queste tipologie di progetti hanno bisogno di persone come silvia conti e luca giacconi di clubti marche, paolo marasca del gruppo amatori, michela sbaffo di confartigianato ancona o carlo carrieri di edison spa che per la loro proattività e propositività seguono e comprendono anche i contenuti creati da e-xtrategy sui social media dell’agenzia, rafforzando concetti messi in pratica nelle rispettive community e il rapporto di fiducia instaurato.

adriano


4 commenti

  1. 1
    Michela Sbaffo

    Michela Sbaffo scrive:


    Il tutto grazie a voi :) E’ la prima volta che lavoro a braccetto con esperti del settore e non vi rendete conto di quanto per me sia stimolante. Ogni volta imparo sempre qualcosa e posso sentire il “flusso” delle cose che cambiano forma e nomi e variano in nuovi strumenti e aspetto il tema eterno della comunicazione e dei rapporti. E c’è ancora tanto!
    Con l’augurio di una lunga collaborazione, e tanto sentimento di amicizia e … fiducia ;)
    Michela Sbaffo

  2. 2
    adriano gasparri

    adriano gasparri scrive:


    ciao michela,

    il social web è una grande “scuola” per tutti, inoltre la crescita dell’agenzia deriva anche dal fatto di poter mettere in campo le nostre competenze in questi progetti innovativi ;-)

    adriano

  3. 3
    Luca Giacconi

    Luca Giacconi scrive:


    che bel ringraziamento! non lo merito. Siete una realtà aziendale che non mette al primo posto il guadagno. Pensa a creare Valori. E questo è riconosciuto da tutti i clienti che hanno avuto a che fare con voi. Non perdete mai questa qualità che è veramente rara, oggi.

  4. 4
    Silvia Conti

    Silvia Conti scrive:


    Un GRAZIE lo devo io a voi come anche la FIDUCIA verso il team e-xtrategy e non solo verso i social media. Una fiducia che il ClubTi Marche ha riversato in voi quando decise di fare il passo verso i social media e per questo un GRAZIE arriva da tutta l’associazione. I social media sono una vera e propria sfida che ti portano ogni giorno alla scoperta di nuovi mezzi e nuovi linguaggi, non senza difficoltà ma pur sempre con soddisfazione. Il valore generato va ben oltre il valore economico perchè è in primis un valore fatto di relazioni e rapporti umani come quelli instaurati con voi. GRAZIE ANCORA! Un buon lavoro e continuate così :-)

Scrivi un commento

(non verrà pubblicata)


8 + = dodici



lavorano con noi