better sotware 2010: idee in fermento
di ritorno dalle due giornate di better software 2010 è stato un momento di approfondimento dove non sono mancati confronti costruttivi, mi sono portato a casa buoni spunti su cui riflettere; si è parlato di metodologie agili, social media, open source, startup e innovazione: ma si è parlato soprattutto delle persone e di come migliorare professionalmente.
uno degli speech (trovate le slide sopra) più illuminanti è stato quello di francesco cirillo – ideatore della tecnica del pomodoro – che con un un intervento estremamente concreto, ha centrato i principali equivoci che possono derivare da un’applicazione superficiale del manifesto agile. cirillo ha espresso una visione molto netta sul concetto di “agilità” forse stanco della superficialità che ruota intorno ad uno stile di project management in bilico tra moda e buon senso, sostiene che “in qualche modo XP è incompleto: è questa la sua forza, l’agile è perfetto: per questo non serve a niente”. cirillo ci ha detto che “negli ultimi anni ha perso molto del suo interesse verso i metodi agili” infatti parlando delle dinamiche di team, ha affermato come in ogni contesto l’organizzazione migliore sia quella che meglio si adatta alle esigenze interne, spiegando come in qualche modo sia meglio scegliere una metodologia concreta – in particolare extreme programming – visto che l’agile è astratto e definisce un sistema di regole troppo perfetto, troppo chiuso e quindi in realtà non è la migliore strada da perseguire.
in riferimento al suo speech sulle dinamiche dei team di sviluppo ci ha raccontato cosa non serve fare per essere efficaci:
- evitare amicizie all’interno del team: amichevoli con tutti ma amici con nessuno
- evitare “sedute psicanalitiche”: si lavora, la psicanalisi lasciamola a chi sa farla
- non avere paura di dire le cose che occorre dire, anche alle “stelle” del team
- non scegliere a priori un modello, ma quello che si adatta di più alla realtà contingente
- non motivare e non farsi motivare: ognuno deve trovare le motivazioni dentro di sè
- le decisioni vanno prese nella maniera più efficiente, non bisogna illudersi ma trovare prove oggettive
le domande che ha lanciato nella parte finale sono emblematiche:
- chi decide nel team?
- quali obiettivi persegue ogni membro del team?
- chi si assume la responsabilità?
- esperienze di resistenza?
mettendo in risalto certi problemi e certe difficoltà che sono note a chiunque abbia sviluppato software facendo emergere sia il valore dell’auto-motivazione con i vantaggi dei diversi modelli organizzativi dei team di sviluppo sia i loro rischi. cirillo ricorda a tutti che lo scopo del lavorare in squadra sullo sviluppo del software deve portare a produrre software di qualità sforzandosi di meno senza esaurirsi. in questo periodo si parla molto di agile, cirillo ha un approccio fortemente pragmatico al project management, rendere efficiente ed efficace una squadra di persone significa elevare l’impegno di ciascuno rispettando i vincoli che il contesto ci impone ed abbattendoli nel percorso, passando indenni attraverso un processo transitorio che va digerito incrementalmente, così come il metodo che si sta introducendo.
l’esercizio mentale da fare in queste tipologie di conferenze è dare ampio spazio alla curiosità e alla voglia di confrontarsi con persone che vedono il “progetto web” sotto diversi punti di vista (in questi contesti dovrebbero essere più presenti, figure manageriali come CEO e CIO). trovate le foto su flickr e i commenti in tempo reale su twitter e le slide degli altri relatori su slideshare.
adriano












