cosa abbiamo imparato dal search engine marketing

(venerdì 22 gennaio 2010 di adriano gasparri)

spesso un’informazione può essere condizionata dall’affermazione che la precede: l’impressione e il giudizio sulla personalità e il carattere di un’altra persona possono essere fortemente condizionati dall’ordine nel quale vengono proposte le definizioni della stessa. questo concetto riportato ai siti web ci fa capire come il modello della landing page può essere vincente (se ottimizzata bene) riuscendo a condensare in modo chiaro e preciso una forza persuasiva, facendo leva su meccanismi motivazionali che portano ad una percezione positiva e alla sensazione della bontà della proposta. l’effetto “buona la prima” condiziona molto il giudizio su una persona o su una cosa utilizzarlo a piano può cambiare le sorti di un business, possiamo utilizzare il metodo della prima impressione sia per la grafica sia per la composizione dei testi, perché in termini generali spesso la prima impressione è quella che conta.

ogni mezzo di comunicazione o advertising online deve trovare la giusta collocazione (oltre che metrica) nell’impatto con l’utente. oggi giorno occorre avere una visione olistica della comunicazione online e tenerne conto durante la valutazione dei rendimenti e ritorni delle azioni di advertising online. in questo ci aiuterà a disporre di un sistema di web analytics avanzato capace di evidenziare le relazioni numeriche tra diverse campagne di comunicazione e di evidenziare non solo grazie a quale campagne i clienti comprano, ma anche grazie a quali campagne i clienti hanno cominciato a pensare di voler comprare il prodotto.

per mantenere il sito internet in una posizione ottimale nei motori di ricerca occorre riconoscere una strada o un metodo, per giungere alla soluzione di un problema o al raggiungimento di un obiettivo in modo rapido ed efficiente basato sulla conoscenza di un determinato argomento. se un utente, digita una stringa nel motore il crawler visiterà una serie di siti e li giudicherà in base alle keywords, alla loro posizione, e alla loro densità, quindi in base a dei criteri guida. quindi, vediamo che il crawler ha ragionato in termini euristici individuando al meglio come giudicare un sito ad ogni fase del suo processo di scansione, utilizzando il tema e la prossimità delle keywords usate in una pagina web.  capire il motivo per cui un sito ha un trustrank alto aiuterà a capire come è importante la scelta e la posizione delle keywords nella determinazione del posizionamento organico.

l’obiettivo, non è quello di utilizzare keywords perché questo piace ai motori di ricerca. bisogna creare pagine web utili all’utente e alla soddisfazione della sua sete di informazioni, di bisogni. il motore di ricerca deve essere un mezzo, in modo tale che il crawler guidi l’utente verso pagine realmente utili a ciò che lui desidera leggere. il ranking è una complessità di fattori e non tutti questi sono calcolabili matematicamente.

il SEO dà un vantaggio competitivo per attrarre visitatori e clienti, seppur richiede uno sforzo iniziale  e una spinta alle risorse initinere, il progetto mostrerà nel tempo un ROI dimostrabile che mostrerà il profitto generato dalle attività di ottimizzazione. inoltre il SEO altamente etico può essere effettuato seguendo tutte le migliori pratiche di marketing che sono a conoscenza, dando una esperienza positiva, prima e dopo l’acquisto, la creazione e la promozione delle conversazioni intorno al brand, ottenere una copertura su siti web di fiducia può contribuire ad una migliore classifica. inoltre, il marketing dei motori di ricerca produce rendimenti molto chiari in termini di numero di visitatori, la loro attività sul sito e gli acquisti effettuati e i ricavi generati – in modo da essere in grado di dimostrare il valore e giustificare gli investimenti in corso in questa attività.

i contenuti di qualità ci permetteranno di attirare più visitatori , siamo in grado di utilizzare conoscenze del SEO per contribuire a generare idee per nuovi contenuti del sito che potrebbe essere particolarmente efficace. siamo in grado di produrre linee guida per gli scrittori di aiutare i loro contenuti avere più successo nei motori di ricerca, e siamo in grado di fornire statistiche dei migliori articoli pubblicati. per i web marketer come me, la questione di come bilanciare il posizionamento organico con il posizionamento a pagamento è una tematica ancora molto calda in cui ci sono ancora pareri vari. comprendere a fondo le dinamiche delle SERP è un lavoro complesso che necessita di esperienza nel campo: ogni link ha la sua propria percentuale di clic (CTR) e ogni link è influenzato dai collegamenti con i quali condivide la SERP.

ad un certo punto del nostro lavoro ci troveremo difronte a queste domande: quante parole chiave posso indirizzare su una pagina? devo provare a destinare tutte le parole più importanti nella home page (dal momento che ottiene il collegamento più importante)? quando devono cercare di indirizzare le frasi composte oppure parole chiavi singole? sicuramente occorre segmentare le parole chiave in ciascun gruppo per l’intento di prendere un potenziale visitatore. in modo da creare i gruppi di parole chiave segmentate alle singole pagine e una gerarchia complessiva per tutto il sito, il passo finale sarà l’assegnazione degli obiettivi chiave delle singole pagine e di fornire indicazioni sui titoli, URL, meta tag e funzionalità della pagina. in generale la pagina non dovrebbe utilizzare parole chiave solo perché “può riceve rankin” è necessario considerare anche l’esperienza del visitatore e se il contenuto della pagina può servire come parola chiave primaria. fornire sempre al navigatore il contenuto che si sta cercando e il link alle pagine dettagliate che potrebbe desiderare, i motori di ricerca sono intelligenti – se i visitatori non attribuiscono il giusto valore dalle pagine del sito – non attribuiranno il giusto posizionamento nelle SERP.

perciò se noi costruissimo, e riorganizzassimo i nostri siti per i motori di ricerca, prenderemmo parte ad un gioco che è come quello del gatto col topo e saremmo costantemente impegnati nella ricerca di qualcosa che non conosciamo. se invece noi avessimo in mente solamente gli utenti, costruissimo siti con l’obiettivo primario di soddisfare le richieste esplicite e implicite (perché il nostro lavoro è anche quello di cercare di individuare come il navigatore pensa) dell’utente, creassimo siti facili da navigare, e scrivessimo contenuti utili con una ramificazione di link ragionata e intelligente, rimarremo probabilmente a lungo nelle grazie del motore di ricerca.

adriano

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