le eterne domande riguardo i motori di ricerca

(venerdì 9 ottobre 2009 di adriano gasparri)

“good SEOs build websites for humans. bad SEOs build websites for spiders” by dan leveille

questa frase è più complessa di quello che sembra, ci sono ancora più scuole di pensiero a riguardo, alcuni sostengono che se è giusto per gli utenti, i motori di ricerca vi ricompenseranno con posizioni in classifica superiori. e chi sostiene che le attiche SEO che si concentrano sui motori piuttosto che agli utenti, sono manipolative (black/gray hat) e finiranno per essere penalizzati.

facciamo un po’ di chiarezza, a mio parere, queste tipologie di affermazioni sono un po’ fuorvianti. il SEO inizia con l’utente (ovviamente), ma non può ignorare l’importanza incredibile dei motori di ricerca e delle specifiche tattiche. il valore delle tattiche di ogni set aumenta/diminuisce nel corso del tempo il SEO è un compito che richiede grande attenzione alle esigenze degli utilizzatori e dei motori, non si può essere un SEO efficace senza di questo.

dopodichè occorrere realizzare un buon SEO business plan: spesso nella nostra fretta di andare avanti e fare le cose, ci dimentichiamo del piano. avete un piano aziendale, ma non lo state aggiornando da un po’? un seo business plan non deve essere necessariamente complicato, per iniziare va bene anche uno scarabocchio sul retro di una busta, a volte le idee vengono nei momenti più impensabili: una descrizione di ciò che si intende fare e come avete intenzione di farlo. il vantaggio di avere un piano scritto è che la vostra attività diventa molto più facile da visualizzare.

pianificare aiuta a diminuire il rischio degli errori, chi si fa attirare dalla passione per il SEO spesso commette l’errore di provare a scalare le SERP utilizzando chiavi secche, costituite da una singola parola… per poi accorgersi, magari dopo settimane che il gioco non vale la candela e che si potevano magari ottenere risultati molto più interessanti, in termini di traffico e conversioni, puntando su chiavi più lunge e semplici da posizionare.

davide pozzi ci fa un bel esempio: il cliente tipo, se vuole acquistare un servizio, vuole anche vedere in faccia chi glielo fornirà. o almeno vuole telefonargli. e allora, se abita a milano e ha “metabolizzato” il termine posizionamento, cercherà con buona probabilità “posizionamento milano”.viene da se che il cliente si aspetterà di atterrare su una pagina web che parla di un servizio di posizionamento nei motori di ricerca, a milano, fornito da una azienda di quella zona con un numero di telefono con prefisso 02. spesso invece la landing page è posizionata per la chiave giusta (“posizionamento milano”), ma non contiene ciò che si aspetta il cliente (ovvero contenuti che possano far pensare che quel servizio è fornito da una azienda operante su quel territorio).

adriano

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