“non solo parlare con i consumatori ma accompagnarli durante il processo decisionale d’acquisto” questo è uno dei consigli che troviamo nell’articolo “the secrets of marketing in a web 2.0 world“. spesso si pensa che gli strumenti 2.0 possano sostituire la funzione che fino ad ora aveva svolto la pubblicità tradizionale: convincere i consumatori ad acquistare prodotti o servizi. senza rendersi conto che stiamo vivendo un forte periodo in cui il paradigma è cambiando, il marketing da persuasione è diventato conversazione.
oggi molte aziende hanno l’opportunità di utilizzare questi strumenti collaborativi per coinvolgere i consumatori interessati, invitandoli a partecipare alle attività di marketing legate alla naturale espressione delle proprie opinioni, feedback preziosi per lo sviluppo del prodotto e per il miglioramento del servizio clienti. quindi cosa potremmo fare? dare ai consumatori un buon motivo per partecipare e ascoltare ed unirsi alla conversazione anche al di fuori del sito aziendale. (continua…)
alcuni spunti degni di nota venuti dalla presentazione dei risultati dell’osservatorio 2.0 del politecnico di milano.
i risultati della ricerca
mariano corso
- investimenti previsti su ict in calo per i prossimi anni
- enterprise content management come primo elemento su cui il campione pensa di investire
- superficialità dei cio sui temi 2.0
- enterprise 2.0 cavallo di troia del cambiamento, per entrare nella corazza dell’organizzazione (per snellire l’organizzazione, innovare in modo piu’ aperto, dare autonomia e potere alle persone) (continua…)
già da tempo il php è considerato un linguaggio di programmazione maturo. si sa che lo si può utilizzare non solo per realizzare un “semplice” sito web ma anche per applicazioni mission critical, così da garantirne il raggiungimento dell’obiettivo prefissato eliminando radicalmente bug, interruzioni di servizio low performance.
la php conference ha diffuso questa consapevolezza facendo riflettere sul fatto che la comunità php italiana necessità di crescere sotto questo aspetto, non per approfondire il linguaggio ma per studiare una buone/utile/eccellente metodologia per ottenere software di qualità: una giusta metodologia è fondamentale per prevedere ed anticipare l’errore.
di questo si è parlato nell’interessantissimo workshop tenuto da sebastian bergmann (autore di phpunit): quality assurance in php projects, l’importanza e l’efficienza di creare test e controlli automatizzati che possano evidenziare i malfunzionamenti in tempo reale o addirittura prevenirli, risparmiando i lunghi tempi di bug fixing soprattutto necessari per trovare ilbug all’interno dell’applicazione. l’esistenza di strumenti come phpUnit, selenium rc, phpundercontrol, php_codesniffer, e php_depend rendono questo lavoro ancora più semplice e immediato in modo da non aumentare i tempi di sviluppo anzi addirittura ridurli. (continua…)
prendendo spunto dall’articolo “i’m sorry but dreamweaver is dying” di tom arah approfitto per fare una piccola riflessione sui software per la “creazione” di siti web. per chi realizza siti web il software per modificare le pagine XHTML/CSS o gli script PHP è un indispensabile compagno di viaggio che sia il più evoluto ambiente di sviluppo visuale o il più semplice degli editor di testo, nessuno di noi ne può fare a meno.
negli ultimi 10 anni in nostro modo di sviluppare siti web è cambiato, si è evoluto costantemente e di pari passo abbiamo dovuto trovare ogni volta l’editor più adatto e funzionale. l’esperienza ci ha insegnato che un buon editor aumenta la qualità e riduce i tempi di sviluppo, mentre un cattivo editor è in grado di creare non pochi problemi e soprattutto di fare sprecare tante energie. (continua…)
pubblichiamo con piacere un articolo nato da una riflessione di ilaria (ideatrice dell’immagine di questo blog site e di tanti altri presenti nel nostro portfolio), che tocca un argomento a noi caro e sul quale ci confrontiamo ogni giorno. benvenute le discussioni che ne nasceranno e ricordiamo ad ilaria che quando vuoi passare da queste parti per spunti come questo, sei sempre la benvenuta.
Il 20 gennaio 2009, a list apart pubblica un post dal titolo “elevare il web design a livello universitario” di leslie jensen-inman. l’autrice mette in luce la scollatura che esiste tra l’educazione al web design nelle varie scuole e università e la professione di web designer. fin dall’inizio, l’articolo di inquadra il cuore dell’argomento e pone subito le domande più importanti:
“la tecnologia si muove velocemente, l’accademia no. Perciò gli educatori come dovrebbero insegnare webdesign e altri temi legati allo sviluppo in questo settore, quando questi cambiano costantemente? come dovrebbero preparare gli studenti alle aspettative del mondo reale? Come possono rimanere aggiornati? I professionisti del web come possono aiutare i docenti a formare laureati davvero preparati e che sappiano quello che stanno facendo?” (continua…)