l’evoluzione del posizionamento organico
(mercoledì 14 gennaio 2009 di adriano gasparri)
un buon posizionamento organico dà valore aggiunto anche alle strategie di branding: molte persone considerano i siti che compaiono ai primi posti dei motori di ricerca come leader nella propria nicchia di mercato. ci sono delle chiavi di ricerca che non portano direttamente alla conversione ma che sono fondamentali per costruire un brand: spesso bisogna stupire per essere ricordati.
quest’anno si prevedono importanti novità riguardo le attività SEO, che diventeranno sempre di più complesse in seguito all’arrivo di social media utilizzati anche per le attività di ricerca. già alcuni sostengono che non è più sufficiente avere il sito ottimizzato e avere link ma è necessario avere feedback positivi. alla ricerca di una massimizzazione delle relazioni con i clienti già acquisiti piuttosto che puntare a tutti i costi su nuovi clienti.
i social media sono destinati a trasformare molti aspetti del web. le persone sono più adatte di un algoritmo per determinare quali siti rispondono maggiormente a una domanda e quali in generale presentano contenuti migliori, i motori di ricerca si stanno adoperando per utilizzare queste opportunità.
in questo periodo google sta introducendo una nuova funzionalità, che permetterà agli utenti di votare e aggiungere un commento ai singoli risultati delle ricerche, oppure aggiungere un sito o un indirizzo ritenuto valido per il termine di ricerca inserito. mentre l’aggiunta del sito nella pagina di ricerca risulta visibile solamente all’utente, la votazione e il commento sono pubblici e possono essere visualizzati da tutti gli utenti registrati al motore di ricerca: si potrà anche condividere i risultati con altri e vedere cosa gli altri navigatori hanno segnalato per quella particolare ricerca.
durante una recente intervista a leweb’08, la vice presidente della divisione search products & user experience di google marissa mayer, ha espresso chiaramente la sua opinione in merito al searchwiki: il servizio nasce per rispondere all’esigenza di una ricerca più dinamica e più personalizzata. marissa precisa che l’idea alla base di searchwiki non è quella di manipolare le SERP. searchwiki verrà probabilmente utilizzato per interpretare in modo aggregato alcuni segnali, se un numero sufficiente di utenti elimina un risultato dalle ricerche è possibile che questo attivi una revisione manuale del sito per investigare su un eventuale spam, oppure potrebbero essere analizzati per identificare soluzioni che consentano di migliorare gli algoritmi della ricerca.
la svolta “social” proposta da google rappresenta da un lato una nuova opportunità per gli utenti e dall’altro porta un po’ di dubbi ai web marketers, ci si è chiesto da più parti in che modo searchwiki potesse impattare nel mondo SEO, in particolare riguardo a come google userà l’enorme mole di dati generati da questo strumento, cosa potrebbe accadere se gruppi di utenti forzassero i risultati della ricerca in una data direzione?
attendiamo con molta impazienza che searchwiki sia disponibile anche per noi italiani su google.it e poi vedremo direttamente la potenza dei contenuti generati dagli utenti.
adriano

